DAL MITO ALLA STORIA
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Cenni storici

 

CENNI STORICI

Sappiamo che già nell’anno 1000 il caffé era conosciuto in Oriente e che nel XV secolo alla Mecca e Medina erano presenti le prime mescite pubbliche.

A causa dei suoi effetti eccitanti, contrari agli insegnamenti dell’Islam, la bevanda venne fortemente avversata, a tal punto che alcune autorità decisero di proibirne l’assunzione.
Solo dopo la revoca del divieto da parte del Sultano d’Egitto, il caffé poté di nuovo essere consumato in pubblico, anche se nel corso dei secolo continuò ad essere contestato dai religiosi.
Essi, pur di allontanare i fedeli dal pericolo del caffé, li indussero ad averne paura diffondendo false notizie sui danni che tale bevanda arrecava all’organismo.
Nonostante tutto, il caffé si diffuse così tanto in tutto il mondo islamico, da diventare la bevanda ufficiale e da esser detta “il vino dell’Islam”.

In Occidente si dice che comparve dopo la cacciata dei Turchi da Vienna, nelle seconda metà del 600.
Negli accampamenti abbandonati, infatti, vennero trovati dei sacchi contenenti degli strani chicchi scuri.
Un polacco, un certo Kolschitzky, che aveva vissuto molti anni in Turchia, prese quei sacchi e aprì il primo locale dove degustare il caffé che fu chiamato “la bottiglia blu”.


Altri ancora dicono che arrivò, invece, ad opera dei mercanti veneziani, che trasportarono i primi sacchi dall’oriente intorno al 1570.
All’inizio la bevanda aveva un prezzo molto elevato quindi era appannaggio dei soli ricchi, ma dopo l’apertura della prima "bottega del caffé", la bevanda fu talmente apprezzata che nel 1763 Venezia contava ben 218 locali dov’era possibile degustarla.

Anche in Europa , purtroppo, il caffé trovò nella religione un nemico.
I cattolici più ferventi, infatti, vedevano nel caffé una bevanda da evitare a causa dei sui effetti, tanto da definirla “la bevanda del diavolo”.
Papa Clemente VIII, avendo ricevuto dai fedeli la richiesta di vietarne l’uso, decise di assaggiarlo e, contrariamente alle aspettative, il Santo Padre ne appurò la bontà e ne santificò l’uso.
L’approvazione da parte della Chiesa spinse ancor di più la sua diffusione.
Nel ‘700 gli uomini di cultura lo definirono “bevanda intellettuale”, non solo per la sua bontà, ma anche per le sue qualità medicinali.
Ma la vera consacrazione del caffé avvenne con Gustavo III di Svezia.
In città c’erano due fazioni , una che vantava la superiorità del the e l’altra del caffé.
Per dirimere la vicenda, il re decise di servirsi di due gemelli condannati a morte, somministrando tutti i giorni a ciascun fratello una bevanda per osservare chi dei due sarebbe morto prima.
Contrariamente alle sue convinzioni, i due malviventi sopravvissero sia al re che ai medici che li osservavano, vivendo fino a tarda età.

Oggi il caffé è una delle bevande più diffuse al mondo ed è appurato scientificamente che bevuto nelle giuste quantità non arreca danni all’organismo, anzi ,ha degli effetti benefici sull'organismo. (Caffè e salute).